corso f-gas

Quanto costa il patentino F-GAS?

Il corso di patentino frigorista FGAS è necessario per quei lavoratori, autonomi o dipendenti, che devono lavorare a contatto con i gas fluorurati.

E’ necessario quindi, secondo il D.P.R. n. 146 del 16 novembre 2018, che i professionisti che lavorano a contatto con impianti di climatizzazione, refrigerazione, pompe di calore, isolanti e molto altro, affrontino un percorso di formazione al fine di ottenere il patentino FGAS.

Quanto costa ottenere il patentino FGAS?

Costo patentino FGAS

Il costo del patentino FGAS varia in base alla tipologia, può essere infatti individuale o aziendale.

Vediamo brevemente la differenza:

  • Il patentino di frigorista Fgas riconosce un lavoratore come abilitato a operare a contatto con i gas fluorurati. Si ottiene a seguito del superamento di un esame che prevede una prova teorica e una prova pratica. Ha validità di 10 anni, al termine dei quali bisognerà sostenere un corso di aggiornamento e un esame.
  • La certificazione Fgas aziendale riguarda le imprese che impiegano lavoratori che operano a contatto con i gas fluorurati. L’azienda deve essere iscritta al Registro telematico nazionale delle imprese certificate. Il rilascio della certificazione Fgas aziendale avviene a seguito di un audit, in cui si esamina l’elenco delle persone fisiche certificate, impiegate dall’impresa e ci si accerta che gli strumenti e le attrezzature presenti in azienda siano idonee per svolgere l’attività.

Il patentino individuale di frigorista Fgas ha un costo variabile, che comprende l’iscrizione al corso, agli esami e l’iscrizione al Registro Nazionale FGAS. Se si decide di iscriversi ai corsi dell’Ente certificatore (APAVE) per l’esame e l’emissione del patentino, il tutto costa 650€ + IVA.

Ci sono poi agenzie che erogano corsi professionali in aula o a distanza e che rilasciano, a seguito degli esami previsti, le certificazioni richieste. Agatos Service garantisce accesso alla formazione per tutti, supportando aziende e professionisti nel rispetto degli adempimenti previsti per legge.

Il costo di un corso per ottenere il patentino Fgas è di circa la metà rispetto a quello dell’Ente certificatore e offre una preparazione completa ed efficace.

Per quanto riguarda il patentino Fgas aziendale, i costi aumentano per via della gestione dei documenti necessari per presentare la domanda. Questa procedura richiede l’intervento di specialisti, che preparino tutta la documentazione richiesta per legge, in modo da non cadere in errori di tipo burocratico. Solitamente, una consulenza di questo tipo richiede circa 200€ + IVA.

A questi vanno aggiunti i costi dell’audit e dell’iscrizione al registro Nazionale FGAS. Il costo per l’eventuale ispezione in azienda va versato nelle casse dell’Ente certificatore e può raggiungere anche i 400€, questa volta IVA inclusa.

Il corso per il patentino FGAS è obbligatorio?

La risposta è sì. Il corso per il conseguimento del Patentino Frigoristi F-Gas è obbligatorio ai sensi del D.P.R. 146/2018, attuativo del Regolamento CE 517/2014.

Il programma didattico prevede l’acquisizione dei requisiti minimi per operare a contatto con apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti taluni gas fluorurati ad effetto serra.

I corsi variano a seconda del tipo di lavoro da svolgere e si dividono quindi in quattro categorie:

  1. Certificato di I categoria: serve per operare su tutti gli impianti;
  2. Certificato di II categoria: è necessario per lavorare su impianti con meno di 3 kg di carica, ma il lavoratore può eseguire il controllo fughe su impianti con più di 3 kg di carica;
  3. Certificato di III categoria: consente di svolgere solo attività di recupero gas;
  4. Certificato di IV categoria: Consente di svolgere solo il controllo perdite su impianti con più di 3 kg di carica.

In caso di inadempimenti, sono previste multe molto salate, che possono raggiungere anche i 100.000,00 €, nei casi più gravi.

corso f-gas

Differenza tra certificazione F-GAS persona e certificazione F-GAS aziendale

Gli fgas sono gas fluorurati. Si tratta di sostanze chimiche artificiali che molte aziende, appartenenti a diversi settori, utilizzano quotidianamente. Il loro utilizzo è sicuro, per il basso livello di tossicità e infiammabilità, tuttavia molti di questi presentano un elevato potenziale di riscaldamento globale.

Nel Regolamento 517/2014 sono indicate le normative volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’80-95 % entro il 2050 per limitare i cambiamenti climatici.

Le aziende sono così tenute a munirsi di certificazione FGAS in modo da garantire una gestione migliore dei gas fluorurati.

Cosa prevede il regolamento 517/2014

Questo fondamentale documento prevede l’obbligo di ridurre le emissioni di FGAS al fine di raggiungere gli obiettivi climatici prefissati dall’Unione Europea.

Le aziende sono quindi tenute a: effettuare controlli periodici delle perdite, riciclare, rigenerare, distruggere i gas residui, controllarne l’uso, etichettare prodotti e apparecchiature prima dell’immissione in commercio, e ridurre la quantità di idrofluorocarburi.

Inoltre, di fondamentale importanza è anche la formazione e qualificazione per il personale che lavorano a contatto con questi gas.

Per attestare queste caratteristiche, è necessario che l’azienda ottenga una certificazione personale, ovvero un patentino FGAS. Ne esistono di due tipi: personale e aziendale. Contemporaneamente a questa certificazione è necessario iscriversi alla banca dati FGAS. Su questo portale vanno inseriti tutti gli interventi svolti sui circuiti contenenti gas fluorurati.

Questa regola è stata inserita nel regolamento nel 2019, attraverso il D.P.R. n. 146 del 16 novembre 2018. Il Decreto ha inoltre confermato l’obbligo di iscrizione al Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate, per i lavoratori che lavorano a contatto con i gas fluorurati.

Viene così delineata una figura, quella del frigorista. Questa figura professionale deve essere abilitata a svolgere la sua mansione attraverso una certificazione valida, mentre l’azienda per cui lavora deve presentare alcuni requisiti fondamentali, tra cui l’impiego di personale certificato e strumenti necessari per svolgere le mansioni.

Patentino FGAS personale e aziendale

La certificazione viene rilasciata da organismi di certificazione accreditati.

I certificati vengono rilasciati ai lavoratori, a seguito del superamento di un esame che prevede una prova teorica e una prova pratica. Questa certificazione avrà poi durata di 10 anni, al termine dei quali sarà necessario svolgere un altro esame.

Questo patentino è obbligatorio per quelle persone che svolgono attività di installazione e manutenzione su apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore che contengono fgas. Per accedere agli esami, è necessario che il lavoratore sia maggiorenne e che sia preparato a lavorare su impianti di questo tipo.

In attesa della certificazione f-gas si può richiedere allo stesso ente erogatore del patentino, un certificato provvisorio che ha validità di sei mesi, tempo nel quale il lavoratore verrà appositamente formato.

Se in un’impresa è presente almeno un lavoratore in possesso di una certificazione fgas personale, l’azienda può richiedere la certificazione aziendale.

I requisiti sono quelli già accennati nel paragrafo precedente: le persone impiegate devono essere certificate e devono avere a disposizione gli strumenti e le procedure necessari per svolgere le mansioni.

L’impresa deve poi essere iscritta al Registro telematico nazionale delle imprese certificate, processo che può anche avvenire comodamente online. Il processo prosegue con la valutazione della richiesta presentata dall’azienda e con un audit in cui si verificano alcuni requisiti:

  • elenco delle persone fisiche certificate impiegate dall’impresa
  • strumenti e attrezzature idonee per svolgere l’attività
  • garanzia del mantenimento della catena metrologica
  • rispetto delle procedure e istruzioni necessarie per operare
  • verifica delle modalità di gestione dei reclami e ricorsi.

La certificazione fgas aziendale ha una validità di 5 anni e l’impresa dovrà inviare ogni anno la documentazione di mantenimento per ricevere la dichiarazione di sussistenza della certificazione. Dopo cinque anni, si ripete la procedura di verifica.

Norma cei 11-27

Norma CEI 11-27 quando si applica?

All’interno del D.Lgs 81/2008 sono indicate anche le normative riguardanti i lavori su impianti elettrici. In particolare, gli articoli 82 e 83 rimandano alla Norma tecnica CEI 11-27 che individua differenti aree di lavoro in base alla distanza dalla fonte di tensione.

Entriamo nel dettaglio.

Articoli 82 e 83 del D.Lgs 81/2008

Gli articoli 82 e 83, riferendosi alla Norma tecnica CEI 11-27, regolarizzano i lavori sotto tensione e in prossimità di parti attive. In particolare, indicano il divieto di eseguire lavori  sotto  tensione, a meno che le tensioni su cui si opera siano di sicurezza, o quando i lavori vengono eseguiti rispettando alcune condizioni:

  • Procedure e attrezzature sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica;
  • I lavori avvengono sotto tensioni nominali non superiori  a  1000  V  in  corrente alternata e 1500 V in corrente continua da parte di i lavoratori devono essere idonei e riconosciuti dal datore di lavoro;
  • I lavori avvengono sotto tensioni nominali superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua purché siano effettuati da  aziende autorizzate.

Per quanto riguarda i lavori in prossimità di parti attive, il D.Lgs 81/2008 dice che essi non possono essere eseguiti se le parti attive non risultano protette o a distanze inferiori ai limiti descritti nel Decreto stesso. I lavori in prossimità di parti attive possono, tuttavia, essere eseguiti se vengono adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi.

Norma CEI 11-27: distanze e norme tecniche

La Norma CEI 11-27 “Lavori su impianti elettrici” si applica a tutte le attività che si svolgono su impianti elettrici, esercitati a qualunque livello di tensione. La Norma CEI 11-27 fornisce prescrizioni per rendere sicure le attività di lavoro su impianti elettrici.

Importante notare che la Norma CEI 11-27 si applica a tutte le tipologie di lavori in cui sia presente rischio elettrico a prescindere dalla natura del lavoro, se ti tipo elettrico o no, come nel caso, per esempio, dei lavoratori edili.

Oltre che fornire le prescrizioni per la sicurezza dei lavoratori sugli impianti elettrici, la CEI 11-27 indica le zone con accesso limitato in base alla distanza dalle parti attive dell’impianto. In particolare, ne individua tre: zona di lavoro sotto tensione, zona prossima e zona di lavoro non elettrico.

In base a queste distanze, la norma individua anche delle categorie di lavoratori:

  1. Lavoro non elettrico
  2. Lavoro elettrico, svolto su parti attive accessibili di linee e di impianti elettrici
  3. Lavoro sotto tensione, ovvero in contatto con le parti attive in tensione
  4. Lavoro in prossimità di parti attive, quelle attività in cui un lavoratore entra nella zona prossima con parti del proprio corpo.

In relazione al tipo di attività e alla distanza dalla fonte di tensione, il datore di lavoro è obbligato a individuare una specifica qualifica per chi opera nelle zone più o meno distanti dall’attività elettrica. In particolare, il datore di lavoro deve qualificare il singolo lavoratore in base alla sua esperienza e preparazione, attribuendo uno di questi ruoli:

  1. PES, Persona Esperta, che è in grado di analizzare i rischi e di evitare i pericoli, ha esperienza e attitudine a lavorare in prossimità degli impianti elettrici;
  2. PAV, Persona Avvertita, avvisata da persone esperte circa i pericoli dell’impianto elettrico, ma che necessita dell’affiancamento di un professionista;
  3. PEI, Persona Idonea ai lavori elettrici sotto tensione;
  4. PEC, Persona Comune, né esperta né avvertita.

La Normativa CEI 11-27 prevede dunque la formazione necessaria per gli addetti ai lavori elettrici, in base al ruolo del singolo lavoratore e del suo approccio con la fonte di tensione. Si tratta di una Norma molto importante per salvaguardare la salute del lavoratore e anche la produttività dell’impianto.

 

pes pav pei

PES, PAV e PEI: i requisiti per essere nominati nei lavori elettrici

Cosa vuol dire PES, PAV e PEI?

PES, PAV e PEI sono figure professionali con uno specifico grado di competenza, che possono quindi svolgere determinati lavori elettrici sotto tensione.

In particolare, il PES è un lavoratore esperto, dotato di conoscenze tecnico-teoriche e in grado di analizzare e valutare i rischi derivanti dall’elettricità. Può quindi operare fuori tensione e in prossimità di tensione, ovvero su quadri parti di impianti elettrici a cui viene tolta tensione durante lo svolgimento del lavoro, o entro una certa distanza dalle parti attive di impianti elettrici in tensione.

Il PAV è una persona avvertita, ovvero può effettuare lavori fuori tensione e in prossimità di tensione, sotto la supervisione di una PES.

PEI, invece, indica un lavoratore in possesso dell’idoneità a svolgere lavori elettrici sotto tensione, eseguiti su parti attive di impianti elettrici.

Per completezza, precisiamo in questa sede che queste tre figure professionali, in base alla rispettiva qualifica, possono occuparsi solo di lavori su sistemi di categorie 0 (a bassissima tensione nominale minore o uguale a 50 V a corrente alternata o 120 V se continua) e categorie I (a bassa tensione nominale da oltre 50 fino a 1000 V se la corrente si presenta alternata; o da oltre 120 V fino a 1500 V in caso di corrente continua). I lavori sotto tensione su sistemi di Categoria II e III non sono di competenza di PES, PAV e PEI, ma possono essere svolti soltanto da aziende autorizzate dal Ministero del Lavoro.

Requisiti per la nomina di PES, PAV, PEI

Secondo il D.Lgs. 81/08 e la normativa CEI 11-27, l’attribuzione della qualifica di PES, PAV e PEI deve essere messa per iscritto dal Datore di Lavoro.

Al punto 4.15.1 della normativa appena citata, sono riportati i requisiti necessari per l’attribuzione della qualifica di PES, PAV, PEI. Li riportiamo nel seguente elenco:

  • Le figure professionali devono aver portato a termine l’istruzione necessaria (Corso online PES PAV PEI CEI 11-27) per conoscere a fondo l’impiantistica elettrica, la normativa di sicurezza, i rischi e pericoli connessi ai lavori elettrici. Questa può avvenire attraverso corsi tradizionali, multimediali, addestramento operativo, affiancamento o simulazioni.
  • Le figure professionali devono aver maturato un’esperienza sul campo, in cui hanno appreso le situazioni caratterizzanti una o più tipologie di lavori elettrici.
  • E’ fondamentale infine che le figure professionali risultino idonee a livello psicologico e fisico, che prestino molta attenzione alle attività che svolgono e che siano particolarmente precise.

Oltre a questi indici comuni a tutte e tre le figure professionali, è bene che il datore di lavoro attesti la preparazione teorica e pratica in base alla qualifica a cui si mira. Il PES dovrà quindi essere un esperto dei lavori fuori e in prossimità di tensione, mentre il PEI deve aver maturato una solida conoscenza degli impianti elettrici con parti attive. In particolare, quest’ultima figura professionale deve integrare ai requisiti di PAV e PES, anche le conoscenze teoriche di Livello 1A e capacità per l’operatività di Livello 1B.

L’idoneità viene concessa a seguito di un attento esame attitudinale e psicofisico, e valutando la capacità di applicare le norme di sicurezza durante lo svolgimento dei lavori elettrici.

Le qualifiche di PES, PAV e PEI presentano una scadenza. Infatti, possono essere revocate nel caso in cui il soggetto non risulta più in possesso delle qualità necessarie previste dalla norma. Se dovessero venire quindi meno i requisiti appena elencati, il datore di lavoro deve procedere con un esame di riqualifica e sottoporre il lavoratore a corsi di formazione o affiancamento.